Capita di frequente che una frase ben composta svolga egregiamente il suo ruolo all’interno di una lettera, e-mail o messaggio che sia.
La malcomunicazione, però, è sempre in agguato e può avvenire in modo subdolo, come nei casi di cui ti voglio parlare. Basta, infatti, una singola, banale, parola che non aggiunge nulla al discorso, ma che invece indebolisce (o demolisce) l’impressione che hai dato di te fino a quel momento. Oppure che modifica di molto il significato di quello che volevi dire.
Sembra quasi che non ci si possa trattenere da aggiungere quel vocabolo in più per trasmettere raffinatezza o per dare un tocco personale alla frase. Per evitare questo clamoroso autogol, è meglio puntare sulla semplicità.
Quanto detto vale in generale, ma voglio portarti degli esempi specifici tratti da casi di presentazione/auto-candidature inviati via e-mail:
1) “allego volentieri il mio CV”
A cosa serve quel “volentieri”? Non stai rispondendo a una richiesta specifica che ti è stata fatta. Anzi, inviare il CV è il motivo stesso per cui hai scritto.
La sensazione che rimane è qualcosa di superfluo che stona o una certa condiscendenza verso chi legge.
Non aggiungere termini superflui e rischiosi e preferisci un lineare “allego il mio cv”.
2) “mi pregio di allegarvi il mio CV”
Questo è uno dei casi in cui il significato a cui pensavi va a farsi benedire. Pregiarsi vuol dire “dichiararsi onorato”. Davvero quello che stai comunicando è che sei onorato di mandare il tuo curriculum (tra l’altro a chi non lo ha richiesto)? Suona fortemente come un’auto-incensazione. Lascia piuttosto al lettore il giudizio finale, anche per non illuderlo di trovare qualcosa che non troverà.
Evita formule altisonanti e preferisci un più semplice, nonché diretto, “allego il mio cv”. Sarà sicuramente più apprezzato.
3) “confidando in una futura collaborazione”
Confidi in chi e in base a cosa? E’ una scelta un po’ arrogante. Hai inviato una candidatura e devi tener presente che nulla ti è dovuto. Esprimendoti così forzi la mano, dando per scontato che la tua proposta sia irrinunciabile. Se anche è vero che tu confidi, il fatto di dirlo non cambia nulla. Anzi, può disporre male chi ti legge, visto che non è stato interpellato in merito e può pensarla molto diversamente da te.
Se proprio vuoi scriverlo (cosa che ti consiglio comunque di non fare) usa qualcosa di più morbido come “mi auguro che sia l’inizio di una futura collaborazione”.
Ancor meglio se non scrivi nulla, visto che è una auto-candidatura ed è implicito che vuoi lavorare col destinatario della e-mail.
Per evitare la malcomunicazione:
Elimina le parole di troppo che possono rovinare un lavoro altrimenti ben fatto.
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