Il fatto che progettare preceda necessariamente la costruzione è piuttosto evidente ed accettato nel campo dell’edilizia o della meccanica, anche dai non esperti. Persino negli esperimenti scientifici si parla di “progettare un esperimento”: si definisce quello che si vuole ottenere, il modo in cui lo si farà e quello che è necessario per farlo, ben prima di mettersi all’opera. Anche nello sport, si preparano le partite e le strategie di massima da seguire durante la competizione. Insomma, più vuoi fare bene, più ti prepari (prima) al meglio delle tue possibilità.
Stranamente, questa consapevolezza più o meno diffusa, svanisce di fronte alle presentazioni dal vivo.
Il classico processo di preparazione di una presentazione parte dall’argomento (“la prossima settimana mi serve parlare della cosa x alle persone y”) e segue immediatamente con l’apertura del software di creazione di diapositive preferito. Al massimo, qualcuno butta giù una lista di punti che vuole toccare e bada ad includerli in qualche modo.
Invece, per una presentazione ben fatta, è vitale che dedichi la maggior parte del tempo alla fase di progettazione. In questo modo puoi analizzare con la dovuta attenzione le tue motivazioni e gli obiettivi, le necessità e le caratteristiche del tuo pubblico, lo stile da scegliere, il modo in cui presenterai e tutto quello che può contribuire al tuo successo.
In ognuno di questi passaggi potrai anche usare delle tecniche e degli strumenti specifici per velocizzarli e renderli più efficaci. E per minimizzare le ore dietro alle slide che non funzionano, non “scorrono” o non convincono.
Consideralo un investimento: quanto più tempo ed energie dedichi all’inizio del processo, tanto più breve sarà la reale creazione del materiale che ti serve. E tanto più facile, nonché riuscita, la tua esposizione.
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