Quando pensi una cosa come questa, potresti avere perfettamente ragione.
Magari sei un esperto oppure hai un metodo di lavoro molto efficiente e quindi sei più veloce degli altri. E non si può negare che ci metteresti meno tempo.
Cosa ci dice ancora questa frase, o meglio, cosa c’è di non detto? Presa letteralmente descrive un confronto di abilità. Scavando un po’ sotto la superficie, può rivelare molto di più. Può essere che tu ti stia lamentando di un collega o di un sottoposto che non sta dando i risultati che desideri (o che non ci arrivi nel modo e con la qualità di cui tu sei capace).
La malcomunicazione in questo caso non nasce nel momento in cui gli dici che lo sostituirai perché sei più rapido, ma avviene mentre parli a te stesso con una frase che può significare ben altro.
Un retroscena possibile è quello della vignetta: parole che rivelano qualcosa di te e diventano una scusa perché temi che il lavoro non sia fatto come vorresti. Non più una questione di tempistica, bensì un desiderio di controllo o di evitare la collaborazione con chi, metti pure, non è nemmeno simpatico o facilmente gestibile.
Individuare il messaggio sottostante ti permette di rivalutare il punto di partenza e interrompere la malcomunicazione prima ancora che si concretizzi. Così il collaboratore o il collega non si sentiranno sminuiti e tu non dovrai accorgerti (dopo) di averne ferito il morale, la sicurezza o la voglia di crescere professionalmente.
Direzione della malcomunicazione: Tu parli con te stesso.
Con cosa malcomunichi: Il non detto.
Per evitare la malcomunicazione:
Cerca il sottotesto dei tuoi pensieri e sii onesto con te stesso. Talvolta le tue parole dicono molto di più e puoi interrompere la malcomunicazione sul nascere, imparando anche qualcosa su di te.
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